10 anni di microcredito - Il frutto della solidarietÓ


  

IL MICROCREDITO SEMPRE PIÙ MACROSPERANZA PER CHI È IN DIFFICOLTÀ

La Banca di Filottrano ha rendicontato l’esperienza del microcredito promossa in collaborazione con la Caritas diocesana di Ancona-Osimo

Dando seguito al Festival dell’Economia civile che si è svolto nei giorni scorsia Firenze la Banca di Filottrano,in collaborazione con la Caritas diocesana di Ancona-Osimo,ha promosso presso l’auditorium della Federazione Marchigiana delle BCC, il convegno “Microcredito-macrosperanza, il credito a servizio della persona”. L’obiettivo che portano avanti da sempre le banche di credito cooperativo è di costruire un’economia dal volto umano in un mondo attraversato da grandi trasformazioni, profonde iniquità e sempre più caratterizzato da rabbia ed inquietudine. Occorre puntare maggiormente ad un’economia che usa il cervello e non lascia a casa il cuore, che non è incentrata esclusivamente sul prodotto interno lordo ma sul benessere interno lordo. Il microcredito rappresenta un valido strumento per sostenere un’economia civile e garantire benessere alla comunità. Lo sa bene l’istituto del presidente Luciano Saraceni che da 10 anni promuove con la Caritasil sistema del microcredito per aiutare chi è in difficoltà a rialzarsi al più presto. Il microcredito ha rappresentato quindi per molti una macrosperanza.L'aspetto innovativo è che esso si distingue dal credito tradizionale poiché i prestiti non sono erogati sulla base di garanzie materiali, ma di relazioni e fiducia. Ci si fida a prestare soldi ad un soggetto che non ha niente, o quasi, da offrire in garanzia perché tra gente perbene si rispettano gli impegni presi e ognuno, anche se povero, tiene alla propria reputazione. Con il microcredito eil progetto di risparmio Ethical banking la Banca di Filottrano ha potuto sostenere le persone in difficoltà della diocesi ed aiutare anche chi vive dall’altra parte del mondo con l’iniziativa di microfinanza campesina.

Il convegno è stato l’occasione per riflettere sullo stato di salute dell’economia italianae sui risultati ottenuti con il microcredito negli ultimi dieci anni. Il prof.Marco Mercatili dell’Università Politecnica delle Marche e responsabile sviluppo Nomisma,nel confermare la bontà di questo strumento di sostegno,ha posto l’accento sul difficile momento che sta vivendo il nostro Paese:è di questi giorni che le previsioni di crescita per il 2019 si attestano sullo 0,1%. Anche le Marche non presenta dati positivi:l’esportazione è in forte calo dal 2014, soffrono in particolar modo il settore calzaturiero, il legno-mobile, la farmaceutica e quello degli elettrodomestici. La regione è fuori dai sentieri di specializzazione a parte alcune eccezioni, da 30 anni infatti produce le stesse cose.  In questo quadro generale il microcredito può svolgere un ruolo prezioso,ma da solo non basta se non si punta anche alle infrastrutture sociali e ai contratti di filiera/sviluppo.

La Banca di Filottrano non ha mai mancato di fare solidarietà aderendo ad importanti progetti come il programma di microfinanza campesina portato avanti con successo da Giuseppe (Bepi) Tonello, presidente del BancodeSarollo, che ha speso gran parte della sua vita per promuovere lo sviluppo economico e sociale dei contadini residenti nelle zone rurali dell’Ecuador. Il “banchiere dei poveri” ha aiutato gli ecuadoriani a riscattarsi dalla loro condizione di povertà. Il servizio di microcredito solidale avviato da oltre quarant’anni in Ecuador, ha dimostrato che è possibile uscire dalla condizione di povertà promuovendo un’economia “civile” che mette al centro l’uomo, il bene comune e l’inclusione sociale. “La solidarietà fatta dalla Banca di Filottrano in Ecuador è ben diversa da quella fatta in Italia perché - ha ricordato Tonello nel suo intervento – 100 dollari possono rappresentare un aiuto importantissimo in una comunità in cui il costo a persona è di appena un dollaro al giorno”.

Alessandro Andreoli, direttore dell’ufficio missionario dell’arcidiocesi di Ancona-Osimo ed il direttore della Caritas Simone Breccia hanno presentato i risultati ottenuti in questi 10 anni

con il microcredito.  Sono state erogate ben 195 pratiche, mentre ne restano ancore aperte 34. In totale sono stati erogati più di 500mila euro, con un importo medio di credito concesso di 2.176 euro. A farne richiesta sono stati maggiormente gli italiani, in particolar modo le donne. I microcrediti concessi sono serviti prevalentemente per il pagamento di bollette, affitto, acquisto di beni strumentali per il lavoro e spese mediche. Su 195 prestiti erogatisolo 33 non sono stati rimborsati pari al 16,9%. Un dato che non intacca però il rapporto di fiducia con i richiedenti perché si è appurato che chi non ce l’ha fatta a restituire il credito non poteva per altri problemi sopraggiunti.Lo ha detto bene durante la sua testimonianza uno dei richiedenti che, dopo aver avuto il suo microcredito per un problema riguardante la sua attività lavorativa, ha poi dovuto affrontare l’impegno economico per consentire alla figlia di continuare gli studi ed iscriversi all’università. Lui ce l’ha fatta a restituire il credito ricevuto, ma a volte non tutti riescono.

“La Banca di Filottrano - ha concluso l’arcivescovo di Ancona-Osimo, mons. Angelo Spina - in questi 10 anni ha svolto un ruolo importante a favore del tessuto sociale della comunità in cui opera continuando ad ispirarsi ai principi cristiani di solidarietà e cooperazione.Il microcredito rappresenta quindi un aiuto concreto per chi è in difficoltà, perché gli consente di portare avanti progetti di microimprenditoria e quindi di continuare a produrre. Non a caso– ha concluso mons. Spina – i francescani già nel 1500 sostenevano che l’elemosina aiuta a sopravvivere, ma non a vivere. E vivere è produrre. Quindi l’elemosina non aiuta a produrre”.



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